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Germania
Germany shirt logo
Divise
GER 1 GER 2
Soprannomi:
Die Nationalelf ("l'undici nazionale")
Die Mannschaft ("la squadra")
Die Adler ("le aquile")
Dati societari
Paese Deutscher Fußball-Bund
Confederazione UEFA
Codice FIFA GER
FRG (prima del 1990)
Allenatore Joachim Löw
Record presenze Lothar Matthäus (150)
Capocannoniere Miroslav Klose (71)
Stadio Allianz Arena
Posizione FIFA
Esordio
Svizzera 5-3 Germania
Basilea, Svizzera; 5 aprile 1908
Migliore vittoria
Germania 16-0 Impero russo
Stoccolma, Svezia; 1º luglio 1912
Peggiore sconfitta
Inghilterra 9-0 Germania
Oxford, Inghilterra; 16 marzo 1909
Palmarès
Globe icon Globe icon Globe icon Globe icon UEFA logo UEFA logo UEFA logo
Campionato del mondo
Apparizioni 18 (esordio: 1934)
Miglior risultato Campioni nel 1954, 1974, 1990 e nel 2014
Campionato d'Europa
Apparizioni 11 (esordio: 1972)
Miglior risultato Campioni nel 1972, 1980, 1996
Confederations Cup
Apparizioni 2 (esordio: 1999)
Miglior risultato Terzo posto nel 2005

La Nazionale di calcio tedesca (ted. Deutsche Fußballnationalmannschaft) è la rappresentativa calcistica della Germania ed è posta sotto l'egida della Deutscher Fußball-Bund.

È una delle Nazionali di calcio più forti e titolate della storia. Si è aggiudicata per tre volte sia i campionati mondiali sia quelli europei. Nelle medesime competizioni è giunta a disputare la partita finale rispettivamente sette e sei volte: in entrambi i casi si tratta di un record. Inoltre è arrivata tra le prime quattro per dodici volte al Mondiale e sette volte all'Europeo, ed anche queste prestazioni rappresentano un record. Complessivamente è la nazionale europea con il maggior numero di partecipazioni e di partite disputate nelle due competizioni [al mondiale attualmente davanti al Brasile, (99 partite contro le 97 dei brasiliani) che, però, ha due partecipazioni in più (19 contro 17)], avendo saltato due Mondiali, proprio come la Nazionale italiana, ma a differenza di quest'ultima non ha mai mancato la qualificazione sul campo (nel 1930 non partecipò per rinuncia e nel 1950 era ancora esclusa dopo la seconda guerra mondiale) e tre europei, competizione dove è la nazionale con il maggior numero di partecipazioni (10) (i primi due, nel 1960 e nel 1964, per rinuncia, ed il terzo, nel 1968, per mancata qualificazione dopo un pareggio nel girone eliminatorio per 0-0 in Albania). Pertanto delle cinque edizioni tra Europei e Mondiali a cui i tedeschi non hanno partecipato solo una volta hanno mancato la qualificazione sul campo. E', pertanto, la nazionale europea con la migliore continuità di risultati nelle due competizioni. La nazionale tedesca occupa il 4º posto nel ranking FIFA, aggiornato a novembre 2010 .

StoriaModifica

I primi anniModifica

Tra il 1899 ed il 1901 ci furono ben cinque partite non ufficiali fra diverse selezioni tedesche e inglesi, tutte terminate in clamorose sconfitte per i teutonici. Otto anni dopo la fondazione della DFB, fu disputata la partita d'esordio della nazionale ufficiale tedesca, precisamente il 5 aprile 1908, contro la Svizzera a Basilea, che però fu vinta dagli elvetici 5-3. Da notare che a quel tempo non c'era un CT e i giocatori vennero direttamente convocati dalla federazione.


La selezione teutonica delle olimpiadi del 1912 La Germania partecipò al torneo olimpico di calcio 1912 venendo subito eliminata al turno preliminare dall'Austria per 5-1. Al torneo di consolazione per le squadre eliminate al turno preliminare e al primo turno arrivò fino in semifinale dove fu eliminata dall'Ungheria per 3-1. Il primo commissario tecnico della squadra fu Otto Nerz, un insegnante scolastico di Mannheim, che guidò la squadra dal 1923 al 1936. La Germania arrivò terza nel Mondiale del 1934, che fu anche la sua prima apparizione ad un torneo iridato. Due anni dopo l'incarico fu affidato a Sepp Herberger. Dopo che l'Austria (avente all'epoca una grande selezione nazionale) fu annessa alla Germania nel 1938 nell'Anschluss, i giocatori austriaci del Rapid Vienna (che fu tra l'altro l'unica austriaca a vincere la Bundesliga) si aggiunsero alla selezione teutonica in breve tempo per motivi politici. Tuttavia, nei Mondiali del 1938, la Germania unita fu eliminata al primo turno (in un doppio confronto con la Svizzera), unica volta per la squadra in un campionato del mondo.

Il Secondo dopoguerraModifica

Al termine della Seconda guerra mondiale, con la Germania ormai divisa in due entità politiche differenti, Repubblica Democratica tedesca e la Repubblica Federale tedesca, e devastata dalla guerra, la situazione calcistica era alquanto problematica. Si formò un'altra federazione che si staccò dalla DFB per amministrare indipendentemente il calcio nella Germania dell'Est, formando una propria nazionale. Oltre a questo, la formazione tedesca, ormai nazionale della Germania Ovest, non era vista di buon occhio: per i primi anni solo le vicine Svizzera ed Austria, oltre che la Turchia giocarono con la Germania Ovest. Fu la Repubblica d'Irlanda ad interrompere questo tabù ed accordarsi con la DFB per un partita: in segno di rispetto, la divisa da trasferta tedesca sarebbe stata da quel momento fino all'unione tedesca ed oltre, di colore verde. Oltre alla poca considerazione internazionale, i tedeschi non furono ammessi ai Mondiali del 1950 in Brasile, ma paradosso volle che vincessero il successivo nel 1954 in Svizzera, guidati da Fritz Walter e ancora allenati da Sepp Herberger. Giocarono la finale contro la favoritissima Ungheria, che li aveva battuti 8-3 in una partita del primo turno, conseguendo una rimonta incredibile dopo essere caduti in svantaggio di ben due reti: la terza marcatura fu messa a segno da Helmut Rahn a sei minuti dal termine. Questo successo incredibile fu chiamato Miracolo di Berna, che creò un senso di euforia nella Germania del dopoguerra ed è accreditato come uno degli episodi chiave della ripresa economica del Paese.

Sconfitte leggendarieModifica

Conclusasi con un quarto posto l'avventura al Mondiale del 1958 e raggiunti i quarti di finale in quello del 1962, Helmut Schön divenne allenatore nel 1964. Il cambio in panchina portò i suoi frutti, dato che nei Mondiali del 1966, la Germania Ovest raggiunse la finale, trovandosi di fronte però l'Inghilterra padrona di casa a Wembley. Soltanto un gol all'ultimo minuto di Wolfgang Weber portò la situazione in pareggio e aprì lo scenario dei tempi supplementari, ma 2 gol di Geoff Hurst, che segnò una prestigiosa tripletta, coronarono campione l'Inghilterra per 4-2. Tuttavia il primo gol nei supplemantari di Hurst, soprannominato Wembley-Tor (Wembley gol) in Germania, è entrato nella storia come uno dei gol più contestati e controversi. Molti tedeschi credettero che il gol fosse stato regalato dall'arbitro per errore dei guardalinee, ed una ricerca della Oxford University portata a termine nel 1995 usando un'analisi video al computer, determinò che effettivamente la palla non avrebbe oltrepassato la linea di porta. Comunque, anche il pareggio di Weber non fu esente da polemiche, dato che il pallone prima dell'assist decisivo fu toccato con una mano dal suo compagno. Nelle qualificazioni al successivo Campionato Europeo del 1968 i tedeschi furono eliminati nel girone di qualificazione dopo un pareggio per 0-0 in Albania. È stato questo fino ad oggi l'unico caso della mancata qualificazione alla fase finale di un Europeo da parte dei tedeschi, non avendo preso parte alle due edizioni precedenti. Un'altra memorabile sconfitta tedesca ai supplementari avvenne nei Mondiali del 1970 in Messico, questa volta in semifinale contro l'Italia allo Estadio Azteca. Karl-Heinz Schnellinger pareggiò nei minuti di recupero portando il risultato sull'1-1 e durante i supplementari entrambe le squadre passarono in testa, prima la Germania con un gol di Gerd Müller; il capitano Franz Beckenbauer rimase in campo con una spalla slogata ed il braccio disgiunto dal resto del corpo. L'Italia poi si impose per quel che ormai è conosciuto come "4-3 messicano", aggiudicandosi la partita più combattuta e drammatica mai disputata in un mondiale, talmente epica ormai che viene chiamata Jahrhundertspiel ("Partita del secolo") anche in Germania. La formazione teutonica si dovette accontentare di un terzo posto ottenuto con un risultato di misura (1-0) sull'Uruguay, mentre Gerd Müller si aggiudicò la classifica marcatori della competizione con 10 reti.