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Giappone stemma nazionale di calcio

La Nazionale di calcio giapponese (in giapponese 日本代表 - Nihon Daihyō) è la compagine rappresentativa del Giappone ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica giapponese. Negli ultimi anni è stata la rappresentativa calcistica asiatica con il punteggio più alto nella Classifica mondiale della FIFA. In patria le vicende della squadra sono seguite con molta passione. Dopo essere stato eclissato per anni da sumo, wrestling e baseball, il calcio ha infatti di recente acquistato una certa popolarità, specialmente dopo il lancio della J League nel 1992. Prima degli anni novanta, complice il poco seguito popolare, il Giappone condusse una lunga esperienza calcistica di basso profilo, vedendo il Campionato del mondo come un miraggio. Ha partecipato quattro volte al Mondiale, arrivando due volte agli ottavi di finale ed ha vinto tre volte la Coppa d'Asia. Attualmente è trentesimo nella classifica mondiale della FIFA, e secondo nella classifica dell'AFC.

L'ascesa del calcio negli anni NovantaModifica

Nel 1992 i nipponici riescono a vincere la loro prima Coppa d'Asia, battendo in finale l'Arabia Saudita l'8 novembre 1992 con un gol di Takuya Takagi. Nel 1994 il Giappone partecipa al girone di qualificazione per il Mondiale di USA '94, ma non centra l'obiettivo. La sfida decisiva per la qualificazione, contro l'Iraq nel 1994, è nota con il nome di Agonia di Doha: i nipponici, costretti a vincere, falliscono nell'impresa e non riescono a qualificarsi. L'evento genera molta tristezza nel paese, che grazie alla J. League si è sempre più appassionato al calcio. Dopo la delusione nel '94 il Giappone si qualifica per la Coppa d'Asia successiva. I giapponesi accedono alla fase finale, ma escono ai quarti contro il Kuwait, perdendo 2-0.

L'esordio mondiale nel 1998Modifica

La prima presenza del Giappone al Campionato del mondo fu nell'edizione del 1998, dove però fu eliminato al primo turno perdendo tutte le partite. Se lo 0-1 contro l'Argentina siglato da Gabriel Batistuta e la sconfitta (sempre 0-1) con la Croazia erano preventivabili, nonostante oltretutto la formazione asiatica avesse evidenziato sprazzi di buon calcio, rimase cocente la delusione dopo l'inattesa sconfitta contro una già eliminata Giamaica per 2-1. Nonostante la magra figura in termini di risultati, molti giocatori nipponici, come Hidetoshi Nakata, si misero in mostra. Prima Nazionale non americana ad essere invitata alla Copa América, nell'edizione del 1999 organizzata dal Paraguay, il Giappone esce al primo turno, classificandosi ultimo nel girone dei padroni di casa, del Perù ne della Bolivia.

Il secondo successo continentaleModifica

Nel 2000, sale per la seconda volta sul podio dei vincitori. Dopo aver passato la fase a gironi, nei quarti di finale elimina l'Iraq con un pesante 4-1. In semifinale batte la Cina 3-2, ed infine sconfigge in finale l'Arabia Saudita 1-0 con rete di Mochizuki, alzando così al cielo la sua seconda Coppa d'Asia.