FANDOM


La cronaca "Football comes home” è lo slogan della decima edizione dei campionati europei. Gli inglesi non perdono occasione di rivendicare la paternità del gioco del calcio ed ospitano con febbrile attesa i campionati continentali. Solo una volta, infatti, gli inglesi hanno vinto una competizione internazionale: nei Mondiali di casa di trent'anni prima, e sperano che la storia si ripeta. L'Europa trova una nuova configurazione politica che ne aumenta il numero di nazioni; diventa quasi necessario raddoppiare le ammesse alla fase finale, da 8 a 16. Le squadre vengono inserite in 4 gironi all'italiana da cui qualificare le prime 2 ai quarti. Nel primo girone l'Inghilterra inizia con il piede storto, beffata dalla Svizzera a pochi minuti dalla fine; passa però come un rullo compressore nel derby con la Scozia e nell'ultima sfida con l'Olanda, altra qualificata. Nessuna sorpresa nel gruppo B (avanti Francia e Spagna) mentre gli altri due gironi registrano altrettante eliminazioni a sorpresa. L'Italia cade davanti la Repubblica Ceca e viene eliminata grazie anche ad un errore dal dischetto di Zola nello scontro decisivo con la Germania. Nel gruppo D è la Danimarca campione in carica a deludere le attese con un clamoroso 0-3 subito dalla Croazia. I quarti navigano nell'incertezza: Inghilterra e Francia superano Spagna e Olanda solo ai rigori mentre continua la favola della Repubblica Ceca ai danni del Portogallo. Tra le favorite l'unica che sembra procedere regolarmente è la solita Germania. La Francia scende in campo per la propria semifinale contro la Repubblica Ceca forte dei favori del pronostico, ma all'Old Trafford il risultato non si sblocca. Sono necessari 12 rigori, e l'unico errore di Pedros, per decidere sorprendentemente la partita. Stesso copione poche ore piu’ tardi a Wembley dove la Germania ha ragione sui padroni di casa proprio per 6-5 ai calci di rigore. Sempre a Wembley la Germania torna in campo per la finale con dei precisi incubi nella memoria. 4 anni prima, forte del pronostico, la squadra tedesca aveva ceduto il titolo alla Danimarca. Incubi che sembrano realizzarsi quando la Repubblica Ceca passa con un calcio di rigore al 58'. A questo punto sale in cattedra Bierhoff con il gol del pareggio e con il golden goal -primo nella storia degli europei- che ad inizio supplementare regala ai tedeschi il terzo titolo della propria storia.

Il protagonista Oliver Bierhoff entra in Italia in punta di piedi, acquistato dall'Ascoli nel 1991. Il primo campionato è deludente e il tedesco sembra il classico “bidone”; finisce con tutta la squadra in serie B. Dopo 3 anni di serie cadetta (46 reti in 100 partite) si accorge di lui l'Udinese e quindi, nel 1998, il Milan. Passa alla storia sopratutto per il micidiale colpo di testa. Nonostante tutto non riuscirà a vincere alcun trofeo internazionale di club. La curiosità Inediti e curiosi cerotti “da naso”, pubblicizzati come efficaci dilatatori delle vie respiratorie, vengono applicati dai giocatori dell'europeo. All'inizio sembra una rivoluzione per atleti di tutto il mondo; si rivelerà una semplice moda, destinata a scomparire nel giro di pochi anni. Accadeva… In Italia cambio di governo: le elezioni di aprile designano per la prima volta come premier Romano Prodi. Il mondo sportivo rimane a bocca aperta davanti le impressionanti gesta di Michael Johnson, capace di disintegrare dopo 17 anni il record di Mennea sui 200m portandolo da 19'72 a 19.32! A novembre Fidel Castro è ospite di una storica visita in Vaticano.