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La cronaca Gli anni 80 si aprono nel segno del calcio europeo. L'Italia vive momenti di gloria con i mondiali spagnoli e le imprese della Juventus di Trapattoni. Gli stessi Mondiali del 1982 vedono 4 squadre europee ai primi 4 posti. Gli europei 1984, assegnati alla Francia, si prospettano come una grande vetrina di calcio internazionale. Purtroppo c'è subito un sorprendente forfait: l'Italia di Bearzot entra in crisi fin dalla prima partita post-mondiale, offrendo prestazioni al limite del ridicolo e chiudendo il girone di qualificazione al penultimo posto. Nel gruppo 7 Spagna e Olanda danno spettacolo, con gli iberici che sembrano soccombere in virtù della differenza reti: alla vigilia dell'ultima partita si trovano infatti 2 punti dietro e una differenza reti proibitiva, servirebbe vincere con 11 gol di scarto su Malta. Inutile dire che la partita termina 12-1 per la Spagna. La formula della fase finale prevede una novità, le prime due squadre dei gironi all'italiana non approdano direttamente in finale ma affrontano le due seconde in semifinale. Dal primo gruppo passano Francia (punteggio pieno) e Danimarca. I danesi sono la sorpresa del torneo, danno filo da torcere agli stessi transalpini che vincono lo scontro diretto solo all'80° grazie ad uno sfortunato autogol di Busk. L'altro girone inizia bene per la Germania Ovest che dopo le prime due giornate è l'unica ad aver vinto una partita (contro la Romania), mentre le altre sono finite in parità. La beffa è dietro l'angolo: nell'ultimo incontro, proprio al novantesimo, la Spagna segna con Maceda e porta a casa la qualificazione ed il primo posto, mentre i tedeschi vengono superati dal Portogallo. La prima semifinale, a Marsiglia, vede opposte Francia e Portogallo. I transalpini sono sicuri di se ma avranno ragione dell'incontro, ben diretto dal nostro Bergamo, soltanto ai supplementari. Nell'altra sfida la Danimarca si conferma ben più di una sorpresa e costringe la Spagna ai rigori. Risulterà decisivo l'errore, proprio all'ultimo tiro, di Elkjaer. La Francia scende in campo per la finale con il ruolo di favorita e sotto l'enfasi dell'intera stampa nazionale: dopo un primo tempo di studio, una rete di Platini apre le porte al successo. La Spagna si sbilancia e viene punita dal secondo gol di Bellone nel finale di gara.

Il protagonista La Francia campione d'Europa nello stadio di Parigi ha in Michel Platini non solo uno dei più forti trequartisti di tutti i tempi, ma un autentico leader (non a caso destinato alla presidenza dell'UEFA). Con la Juventus vince tutto quello che c'è da vincere a livello italiano ed internazionale, facendosi rimpiangere da molti appassionati per il prematuro addio al calcio giocato, ad appena 31 anni. Motivazione ufficiale, la mancanza di “stimoli per migliorarsi”. Dopo un'amara esperienza come allenatore della nazionale, troverà fama internazionale nelle politiche sportive. La curiosità La partita tra Francia e Jugoslavia che chiude il primo girone sembra inutile. I transalpini sono infatti già primi e la Jugoslavia gia fuori dopo 2 sconfitte con Belgio e Danimarca. Il primo tempo la Francia è sotto di due reti, fino a quando sale in cattedra Platini con 3 gol in 18 minuti. Anche per questo l'orgoglio dei giornali francesi sale all'inverosimile al punto che, prima della finale, l'Equipe intitola “il giorno della gloria è arrivato”. Accadeva… La politica italiana perde uno degli uomini migliori, Enrico Berlinguer. Il mondo del calcio si interroga sulla mole di miliardi spesi da Ferlaino per Diego Armando Maradona: dubbi e polemiche termineranno appena l'argentino prenderà il pallone tra i piedi.