FANDOM


La cronaca La prima edizione degli europei parte in sordina. Le qualificazioni hanno vissuto tratti di enorme entusiasmo (per il match tra URSS e Ungheria lo stadio Lenin di Mosca registra ben 100mila spettatori). Di fronte alle rinunce di squadre come Inghilterra, Germania, Svizzera, Spagna ed Italia è difficile parlare di un torneo davvero “continentale”. La fase finale si riduce ad appena 4 partite (semifinali e finali), a cui approdano oltre ai transalpini anche Urss, Cecoslovacchia e Jugoslavia. Il pubblico di casa risponde in maniera distaccata; appena 26mila persone assistono al match d'apertura Francia-Jugoslavia. Forse è meglio cosi: in vantaggio di 2 reti ad un quarto d'ora dalla fine, i transalpini sono capaci di prendere 3 reti in 3 minuti. Finisce 5-4, la Francia -complice anche la pessima giornata del poriere Larnia- abbandona mestamente il campo. L'URSS regola facilmente, 3-0, la Cecoslovacchia ed approda in finale con il titolo di favorita, anche se ha perso per strada Kessarov per un attacco di appendicite. Neanche 18mila persone assistono alla finale, vissuta sugli schemi e poco vivace. Termina 1-1, saranno poi i supplementari ed un gol di Ponedelik ad assegnare il titolo ai sovietici, forti di una squadra completa di almeno 1 campione per ogni reparto (Jascin in porta, Krontikov in difesa, Netto a centrocampo, Metreveli davanti) e di una certa esperienza: troppo per i giovanissimi jugoslavi, appena 23 anni di media. I ragazzi vengono comunque applauditi piu dei vincitori.

Il protagonista Fu quasi per caso che Lev Jascin, portiere della squadra campione d'Europa, finì tra i pali di una squadra di calcio. Era stato destinato alla formazione di hockey su ghiaccio della squadra del Ministero dell'Interno, la Dynamo Mosca; un infortunio del primo portiere gli spalancò le porte del pallone. Era il 1954. Nelle 326 partite disputate tra i pali della Dynamo, rimase imbattuto per ben 211 volte. La curiosità L'URSS arriva alla fase finale degli europei grazie anche ad un incidente diplomatico. La Spagna è infatti presente nelle qualificazioni e schiera una squadra di tutto rispetto (che infatti vincerà l'edizione successiva); caso vuole che dall'urna viene sorteggiato l'incontro tra gli iberici e l'URSS. In pieno clima di guerra fredda, Franco ordina alla federazione il ritiro e i sovietici si trovano le porte spalancate per la Francia. Accadeva… Lo sport diventa costume nazionale. L'Italia accoglie con sgomento la notizia della morte di Fausto Coppi, ad inizio anno, causata dalla malaria. Pochi giorni dopo nasce una storica trasmissione radiofonica, “tutto il calcio minuto per minuto”. Fellini termina uno dei suoi capolavori, “La dolce vita”; Roma ospita un'indimenticabile edizione delle olimpiadi. Il paese è in fermento, il boom economico ormai una realtà.