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La cronaca

Formula invariata per l'undicesima edizione degli europei, che offre comunque una novità: il campionato viene disputato in due nazioni diverse, Belgio e Olanda. Le qualificazioni garantiscono quindi un posto in meno, visto che le squadre ammesse di ufficio sono appunto due. Le modifiche alla formula della champions league, diventata ormai un campionato parallelo a quello nazionale, costringono i giocatori a disputare 2 partite a settimana tutto l'anno: non c'è da sorprendersi se negli appuntamenti estivi le grandi squadre iniziano a faticare. Nel gruppo A ad esempio vanno fuori Germania e Inghilterra, ad opera di Portogallo e Romania. I tedeschi campioni in carica raccolgono appena 1 punto e rimediano una storica umiliazione dai lusitani (3-0). L'Italia procede a gonfie vele, supera il girone a punteggio pieno nonostante un avvio incerto con la Turchia. Turchia che si rivela squadra insidiosa per chiunque, compreso il Belgio padrone di casa che soccombe e lascia mestamente il torneo al primo turno. Gli altri due gironi si svolgono secondo copione con le qualificazioni di Spagna, Jugoslavia, Olanda e Francia. Nei quarti l'Italia ottiene il quarto successo consecutivo ed inizia a coltivare sogni di gloria, grazie alle prestazioni di un Totti irresistibile e di una difesa praticamente esordiente ma ben registrata dagli schemi dello staff di Dino Zoff. Clamoroso, nello stesso turno, il 6-1 inflitto dall'Olanda alla Jugoslavia. Sono proprio gli olandesi gli avversari degli azzurri in semifinale: partita destinata alla storia. Gli “orange” attaccano senza tregua, Toldo in porta neutralizza anche un rigore ma la partita sembra segnata visto che gli azzurri sono in 10 dalla mezz'ora. Nel secondo tempo, nonostante l'inferiorità numerica, l'Italia prende coraggio e l'Olanda inizia ad accusare nervosismo, fino a sbagliare un secondo rigore. Neanche i supplementari danno modo ai padroni di casa di sbloccare la situazione. Si va ai rigori dove gli olandesi sbagliano 3 tiri su 4 (2 parati da Toldo), per l'Italia si spalancano le porte della finale. Nell'altra partita la Francia supera il Portogallo solo al golden goal.

Il protagonista

David Trezeguet è uno dei calciatori piu titolati della storia francese. Nel suo palmares mancano però trofei internazionali per club, anche per via delle squalifiche a cui è andata incontro la Juventus nell'epoca calciopoli. Micidiale sotto porta, è tra i primi 50 realizzatori assoluti della storia del campionato italiano. Suo il gol che decide la finalissima dell'euro2000; sarà suo, sempre contro l'Italia, il rigore sbagliato 6 anni dopo nella finale dei mondiali. La curiosità

“Quello che ho visto ieri sera è stato indegno”. Con queste parole Silvio Berlusconi (a seguito dei risultati delle elezioni amministrative ormai sicuro di tornare, l'anno dopo, premier del governo italiano) giudica la marcatura di Zidane disposta da Zoff nella finale. E’ il lunedi’ dopo la partita; poche ore dopo Dino Zoff, deciderà di dimettersi dall'incarico di allenatore, adducendo come ragione proprio le parole del Cavaliere. Si scoprirà pochi giorni dopo che la decisione di dimettersi era stata presa da tempo, e già anticipata da Aldo Biscardi in una trasmissione televisiva, le esternazioni di Zoff erano state pura propaganda anti Berlusconi. Accadeva…

Il terremoto gol Trezeguet – critiche Berlusconi – dimissioni Zoff non è l'unico nel calcio italiano: a maggio lo scudetto si risolve con un'incredibile rimonta della Lazio nell'ultima giornata. Un milione di giovani si raduna a Roma per la Giornata Mondiale della Gioventù nell'anno del Giubileo della chiesa cattolica; a luglio anche un discusso quanto partecipato gay pride sfila per le vie della capitale. Michael Schumacher riporta, dopo 21 anni, il mondiale di Formula1 in casa Ferrari.