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La cronaca La Germania è, ancora oggi, la squadra europea più affidabile nei grandi eventi. Mentre altre nazionali come l'Italia o l'Inghilterra alternano momenti di gloria a cocenti delusioni, i tedeschi riescono quasi sempre a centrare obiettivi importanti. Non sorprende quindi vedere la Germania Ovest favorita negli europei che gioca in casa. Sullo stesso scenario c'è la crescita dell'Italia: sotto la guida di Azeglio Vicini nasce un gruppo di giovani che, dopo l'under 21, approda in blocco in nazionale maggiore. L'obiettivo dichiarato sono i mondiali 1990, organizzati in casa; l'europeo 88 è visto sopratutto come un test su cui raffinare e far crescere la giovane squadra. All'appello manca la Francia, detentrice del trofeo; con l'addio di Platini inizia un lungo periodo di delusioni ed amarezze. Il torneo conferma la formula degli anni precedenti ma non è presente la finale per il terzo/quarto posto. Nel primo girone passano Italia e Germania, davanti Spagna e Danimarca. Nelle file delle due promosse militano giocatori destinati a fare la storia del calcio dei primi anni 90, da Ancelotti a Matthaus, da Voeller a Franco Baresi; Spagna e Danimarca raccolgono ben poco. Diverso il discorso del secondo girone, che inizia con una sorpresa: l'Eire, cenerentola designata, supera in uno storico derby l'Inghilterra con un gol di Houghton. Dopo 2 delle tre giornate, Eire ed URSS hanno 3 punti, Olanda 2, Inghilterra zero. Agli irlandesi basterebbe un pareggio con l'Olanda per conquistare un'incredibile qualificazione, ma ad 8 minuti dalla fine il “vecchio” Kieft sblocca la partita e cambia le carte in tavola. L'Eire lascia il torneo tra gli applausi, sopratutto per il lavoro svolto in panchina da Jack Charlton. La prima semifinale, tra Germania ed Olanda, vede i padroni di casa ovviamente favoriti. Nel primo tempo l'arbitro vede un dubbio rigore, realizzato da Matthaus, che alimenta scontate ipotesi. La verità è un altra: il direttore di gara, Igna, non è in giornata. Vede un rigore inesistente su Van Basten e la partita torna in parità. Mentre tutti aspettano i supplementari, ad un minuto dalla fine ancora Van Basten gela lo stadio di Amburgo con il gol del 2-1. Nell'altra semifinale l'Italia è vittima del terreno pesante, su cui l'Urss gioca a proprio agio. Finisce 2-0. La finalissima ripropone cosi Olanda e Urss. Se al primo turno erano passati i sovietici, la musica cambia. Grazie ad un gol di Gullit e al raddoppio di Van Basten (una sforbiciata da cineteca) l'Olanda si porta 2-0. Belanov coglie prima un palo, poi sbaglia un rigore: con il cuore in gola, ma tutto sommato con merito, l'Olanda alza al cielo il primo trofeo importante della sua storia.

Il protagonista Marco Van Basten è considerato uno degli attaccanti piu forti di tutti i tempi. In carriera ha realizzato 300 reti, vincendo 7 campionati tra Italia e Olanda, 3 Coppe dei Campioni, 1 europeo, 2 intercontinentali e svariati titoli personali. Purtroppo lascia il calcio giocato a soli 30 anni (la sua ultima partita risale a due anni prima), vittima di numerosi infortuni alla caviglia. La curiosità Sono i primi europei nel segno del “design”. Olanda, Urss e Germania Ovest scendono in campo con divise frutto di veri e propri studi grafici. Da li a poco, si arriverà, per ragioni di brand, a dotare le squadre piu’ importanti anche di 5 casacche diverse. Accadeva… Il 28 agosto un'esibizione delle Frecce Tricolori, a Ramstein, finisce in tragedia. Due dei tre aerei entrarono in collisione, causando 60 vittime tra gli spettatori. Tra i piloti ci sono Naldini e Nutarelli, due ufficiali che risulteranno aver prestato servizio, su F104, nei cieli di Ustica la sera del 27 giugno 1980. Terribili ipotesi nascono dalla singolare coincidenza.